Dall’Amare Ciò Che Fai, Al Fare Ciò Che Ami

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Cerca di ottenere sempre ciò che ami o dovrai accontentarti di amare ciò che ottieni.
Anonimo

Venerdì 21 e Sabato 22 Novembre 2008, sarò a Roma per partecipare al RomeCamp, raggiungibile ai seguenti indirizzi online wiki, facebook, blog, Flickr. Offline lo troverai a Roma, presso Università degli Studi Roma Tre – Facoltà di Economia Federico Caffè Via Silvio D’Amico, 77.

Il BarCamp “è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi”. (fonte Wikipedia)

Ogni partecipante ha a disposizione 30 minuti, durante i quali potrà esporre un argomento a scelta libera, e avviare uno scambio di opinioni con i partecipanti.

L’argomento che ho scelto, riguarda il focus, la mission di LeVieDellaRicchazza.com: la scoperta del Personale Progetto di Vita (PPV).

Questo tema lo trovi trattato anche in molti altri articoli, e su un interessante AudioArticolo. Voglio solo ricordare (per gli approfondimenti segui i link), che il Progetto di Vita è un “concetto” mutuato dalla Psicologia Umanistica, che considera l’uomo non più soggetto a spinte istintive o ambientali, ma piuttosto da una tendenza alla propria auto-realizzazione. Ciascuno nasce con una “direzione preferenziale”, nella quale potrà

1. esprimere se stesso

2. far leva sulle sue particolarità (talenti, caratterstiche, qualità)

3. raggiungere la propria Personale ricchezza (PR)

4. realizzarsi.

Pur possedendo tutti questa spinta, non tutti riescono a realizzarsi. E’ qui che io, con il progetto LeVieDellaRicchezza.com mi inserisco. Fornire gli strumenti per motivarsi e identificare la propria direzione.

Oggi grazie allo sviluppo tecnolgico, e alla facilità nel reperire qualsiasi tipo di informazioni, abbiamo vantaggi che fino a pochi anni fa, erano sconosciuti.

Io abito in una cittadina del centro Italia di 40.000 abitanti circa: Città di Castello. Quando fecero la loro prima comparsa gli interessi, che poi sarebbero diventati le basi per costruire la mia vita (lavorativa, relazionale, sociale), avevo circa 10 anni. Erano gli anni ‘80, e l’unico modo per reperire informazione, era quella di farsi la tessere della biblioteca pubblica.

Purtroppo, i miei interessi erano troppo “diversi” dagli interessi medi. Così mi ritrovai a leggere libri che, in 200 pagine, ne avevano 4 dedicate a ciò che io cercavo. La frustrazione era tanta, ma tanta era anche l’emozione nel riuscire a trovare, dopo una immane ricerca (forte motivazione), quel piccolo tesoro (ciò che cercavo) sepolto sotto montagne di parole.

Oggi è molto diverso. La diffusione di Internet e della banda larga, ha reso la ricerca (di qualsiasi cosa, prodotti, servizi, informazioni) facile, veloce, e sicura (inteso come certezza di trovare ciò che cerchi). La mole di informazioni che Google ci riversa dopo ogni ricerca, ha spostato il problema in un’altra direzione. Non più la mancanza di informazioni, ma la difficoltà nel reperire proprio quello che stai cercando. Io la chiamo la “sindrome dell’ago nel pagliaio”. ;)

Hai quindi poche scusanti e nessuna “giustificazione” nel continuare a vivere una vita che non riconosci come tua. Una vita che non ti piace. Una vita che “ti sta stretta”. Una vita che senti di vivere ben al di sotto delle tue potenzialità. Oggi hai tutto ciò che ti seve per acquisire gli strumenti più utili per liberarti dalle catene (mentali), che ti imprigionano in una vita di insoddisfazioni.

Come per ogni cosa appresa, hai dovuto seguire un percorso di studio, anche per imparare a vivere (in contrapposizione al sopravvivere), occorre che tu segua un percorso. Quello che devi toglierti dalla testa, è l’idea di poter ottenere le cose subito, dall’oggi al domani. Per trovarti nella situazione (insoddisfazione) in cui ti trovi, hai impiegato anni. In questi anni hai preso piccole e grandi decisioni, scelte, compiuto azioni, vissuto rallentamenti ed accellerazioni. Perchè ora dovrebbe essere diverso? Ciò che fai oggi è la risultante di tutto quello che hai fatto nel passato.

Pensa a questo. L’Oggi, quello che vivi in questo momento, non è altro che il futuro del tuo passato e, contemporaneamente, il passato del tuo futuro. Quando si dice di cambiare il proprio passato, non si intende ciò che è stato, ma ciò che sta avvenendo. Quello che fai Oggi, getta le basi del tuo futuro. Se non vuoi un futuro uguale al tuo passato, modifica il tuo presente. Oggi inizia a fare qualcosa di nuovo. Qualsiasi cosa di diverso, è sempre meglio rispetto a fare quello che hai già fatto. Potrebbe non essere abbastanza. Potrebbe non essere ciò che ti condurrà dove vuoi andare (realizzarti). Ma è sicuro che, se continui a fare ciò che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre ottenuto.

Vediamo insieme alcuni passi da compiere per prendere cosapevolezza di te stesso e, di conseguenza, della tua direzione.

 

 

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(Photo Credit morenopicchi)

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14 Responses to “Dall’Amare Ciò Che Fai, Al Fare Ciò Che Ami”

  1. Uno degli articoli più interessanti che abbia letto fino adesso. Aggiungerei che quando hai una passione sei già FORTUNATISSIMO.. Non è cosi frequente avere una grande FORTE incontrollabile passione che ti porta ad informarti continuamente su quell’argomento, ti porta a studiare sempre più profondamente un determinato campo. E quando ce l’hai sarebbe da stupidi non sfruttarlo e continuare a fare quello che non ti interessa. Il semplice fatto di essere a contatto con l’argomento che amiamo ed offrire magari parti della propria conoscenza a persone che sanno apprezzare e capire perchè tu ami quella branca di conoscenza, e magari infondere in loro la tua energia in eccesso… E’ una delle più belle sensazioni che si possano provare. Quindi cosa aspettate a prendere la vostra vita in mano e decidere voi per essa e non il contrario. Siate PROATTIVI.. CREATE LE SITUAZIONI SE NON CI SONO!! Fate finta di essere Dio .. vi sentire benissimo :D

  2. Concordo pienamente!

    Il fatto che alcune persone non hanno “passione” per qualcosa dipende principalmente dai condizionamenti a cui tutti siamo stati (e lo siamo tutt’ora) esposti. Alcuni con il deliberato intento di installare convinzioni limitanti, o comunque a farci aderire ad una certa tipologia di pensiero. Altri con scopi diversi (apparentemente), ma comunque condizionamenti (come quelli genitoriali).

    Allontanandoci da noi stessi, si perde il contatto con le nostre emozioni, quindi con la nostra bussola interiore, quella che ci indica la giusta direzione (giusta per noi e giusta per tutti gli altri – vedi psicologia transpersonale).

    Senza uno strumento di orientamento, è normale perdersi. E, uno dei segnali è quello dell’apatia, della mancanza di stimoli, di interessi, di desideri.

  3. Sono daccordo con te…

    Tantissime persone non fanno ciò che vorrebbero perchè sono continuamente bombardate da ragionamenti del tipo:
    1. “per ottenere qualcosa di veramente valido devi lavorare durissimo”
    2. “Se sei molto molto ricco vuol dire che sei stato FORTUNATISSIMO oppure sei stato disonesto”
    3. Per cominciare a fare un’attività devi conoscerne tutti i dettagli, i cavilli e i meandri

    Quando invece:
    1. Non è assolutamente detto che tu debba lavorare sodo per ottenere un ottimo risultato. Una delle leggi fondamentali della psicologia umana si chiama proprio “dello sforzo inverso” più ti sforzi di ottenere qualcosa più essa ti sfugge. Più ti senti e agisci come se ne avessi tanta più questa continua a fluire a te (questa cosa vale anche per le donne :D come dico sul mio blog)

    2. Bruttissima credenza limitante ci sono molte persone nel mondo che si sono arricchite grazie al loro ingegno (quindi non solo fortuna) e sono delle persone oneste

    3. Questa è una delle convinzioni più pericolose. Porta all’immobilità, non mi butto, non incomincio perchè non posso prevedere tutto. Assolutamente deleterio. I giorni passano. Gli anni pure. Alla fine qualcuno con molta meno esperienza e bravura di te si è preso tutto ciò che ti spettava. Meglio non farlo accadere :)

    Hai ragionissimo sul fatto di ascoltare le nostre emozioni interiori.. bisogna dare ascolto al proprio demone come dice Galimberti.

    Vorrei saperne di più sulla psi.transpersonale non sono molto ferrato :)

  4. Anche se dopo quasi 2 mesi, ci tengo a complimentarmi per l’articolo.
    Gradirei molto approfondire l’argomento relativo alla perdita di contatto con le nostre emozioni; psicologia transpersonale – bussola interiore.
    Sono convinto che questo “scollamento” sia sottovalutato. Esiste un “ritmo”, o meglio delle “fasi” da rispettare ? Tipo per entrare in macchina :
    1 prendo la chiave
    2 la infilo nella serratura
    3 apro la portiera
    4 entro e mi siedo
    Mi è capitato di seguire corsi/metodi il cui scopo era definire/riconoscere i propri valori ed obiettivi, e poi mi sono trovato seduto in terra con la chiave in mano…
    Grazie a presto.

  5. Grazie Marcappi.
    L’argomento che hai proposto è molto interessante, e per la sua “complessità” sarà sicuramente affrontato all’interno del progetto che sta per partire.

    Si chiamerà LeVieDellaRicchezza – TeleConferenze. Non voglio preannunciare nulla ora, ma rimani sintonizzato. Fra pochi giorni riceverai una comunicazione che ti spiegherà tutto.

    Intanto posso dirti che esistono due livelli di “perdita” di contatto con le emozioni:

    1. non si perceciscono emozioni, non si percepiscono sensazioni – questa è la forma più “grave” in quanto, la difesa eretta inconsciamente, è talmente fortificata, da comportare un distacco totale dal proprio corpo, e dai segnali che invia sotto forma di sensazioni (senzioni di fame, freddo, sonno, dolore, ecc).

    2. non si percepiscono emozioni, si percepiscono le sensazioni - in questo caso si avverte la sensazioni fisica che però, essendo “scollegata” dall’emozionie, viene considerata solo come una richiesta corporea, e non emotiva. Ecco allora che si ingrassa perchè lo stomaco invia la sensazione di fame, che in realtà nasconde una profonda preoccupazione, oppure subiamo un infarto perchè non riconsciamo il desiderio profondo di amare, ed essere amati, ecc.

    Riguardo alla tua domanda, la risposta è si. Esistono delle procedure passo-passo, per riaddestrasi alla percezione delle emozioni. Come per ogni cosa, è una questione di “allenamento”, di tempo da investire in esso, e soprattutto delle due qualità fondamentali, pazienza e perseveranza.

  6. Grande Moreno! Per la velocità di risposta, la considerazione, la disponibilità….
    Resterò sintonizzato senz’altro.
    Mi rendo conto che “regalare” ed organizzae delle procedure passo passo, per riaddestrarsi alla percezione delle emozioni, è una cosa complessa e andrebbe almeno programmata.
    Inoltre immagino occorrerebbe quantomeno conoscere il punto di partenza, ovvero quanto effettivamente si sia veramente scollegati…
    per esempio da ragazzo invece di suonare (pur avendo un discreto talento) occorreva studiare e quindi le “prove” con il gruppo erano per lo più “illegali”. Poi finita la scuola occorre lavorare, e se non fai sforzi/sacrifici finchè sei giovane e non hai famiglia, quando è giusto… e allora via a dedicarsi al lavoro e le sensazioni/emozioni restano indietro.
    Ho apprezzato il post Pazienza e Perseveranza; mi sono riconosciuto nelle parte del bambino che spesso sceglie la gratificazione immediata; penso che la scelta della gratificazione ora, sia per compensare il fatto che “rincorrere” le urgenze, più che programmare le importanze, sia diventata la norma. La meditazione è senz’altro una buona strada per l’equilibrio e l’armonia, occorre ricavare/dedicare uno spazio fisso giornaliero… altrettanto occorrerebbe per l’esercizio fisico…e per lo studio…. è poi così che se non si imposta con disciplina in ritmo (finchè non diventa abitudine), restano solo buone idee.
    Pensi sia utile indicare un “percorso”, attraverso gli articoli presenti nel tuo sito?
    Grazie comunque.

  7. Infatti il punto “caldo” è proprio quello che tu hai evidenziato: la differenza fra ricorrere le urgenze (modalità preferita dalla maggior parte delle persone), o programmare le importanze.

    Perchè? Qui dovremmo aprire una parentesi dentro la quale far confluire tantissimi modelli utili a capire, e fondamentali per fornire strumenti per cambiare le cose.

    Ho trattato questo argomento considerandolo da un punto di vista diverso. Lo trovi a questa pagina.

    Per un “percorso” attraverso gli articoli scritti non saprei proprio. Non ci ho mai pensato, anche se potrebbe essere un’eccellente idea.

  8. Voglio seguire l’esercizio che spieghi nel Processo in 2 Fasi per Realizzare Tutti i Tuoi Obiettivi, ti farò sapere.
    Per il percorso si potrebbe fare un parallelo tra la “vita” contenuta in una persona, e la “terra” all’interno di un vaso.
    Diciamo che indipendentemente dalla misura del vaso le caratteristiche della terra in esso contenuta, restano grosso modo le stesse dei prati, dei boschi… dell’intero pianeta.
    1)Miglioriamo la qualità della terra, togliendo sassi e frammentando i pezzi +grossi.
    2)Può essere utile conoscere qualcuno con il “pollice verde” o un buon botanico/contadino; almeno procurarsi qualche manuale, su cui trovare indicazioni e risposte.
    3)Decidiamo cosa intendiamo piantare, che tipo di pianta / frutto coltivare. Magari facciamoci un’idea del tempo che potrebbe essere necessario e di quanto siamo disposti a coltivarla, o di cosa ci serve.
    4)Scegliamo le condizioni + favorevoli, il clima, la stagione giusta.
    5)Piantiamo i semi e innaffiamoli.
    6)Verifichiamone la corretta crescita (tempi e modi nella norma) e salute periodicamente.
    7)Oltre alla corretta quantità d’ acqua e il giusto concime, può essere utile un buon “antiparassitario”.
    8)Prima di raccogliere i frutti potrebbe renderesi necessaria una potatura, o magari un’innesto.
    9)Facciamo il raccolto e gustiamo i prodotti (frutti/fiori).
    10)Siamo disposti a continuare la coltivazione anche per il prossimo anno? Magari umentiamo la quantità ? Oppure potremmo piantare altri frutti/fiori…. anche se serve un vaso più grande
    e più terra…
    Come avrai capito prediligo gli esempi, ritengo mi aiutino a comunicare meglio cosa intendo, nel caso intenda procedere con il percorso, sarò lieto di fornirti il mio parere.
    Alla prossima.

  9. Interessante la metafora usata e la procedura step-by-step che hai descritto. :)
    Ti ho scritto un email al tuo indirizzo. Fammi sapere appena puoi!

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