Smettila di Mentire e Inizia a Volare
Ho parlato poco fa con una ragazza che mi aveva contattato per aiutarla a risolvere un suo problema.
Questo circa un anno fa.
Oggi mi si avvicina e, tutta soddisfatta mi dice:
“Sai, avevi ragione tu. E’ successo!”
Al che, non sapendo a cosa si stesse riferendo le chiedo: ” Ah si?..e cioè, su cosa avevo ragione?”.
“Mi è venuta la depressione”.
Io non ricordo di averle detto questa cosa ma, poco importa. Ciò che conta è che nella sua esperienza, io sono colui che le ha “anticipato” il futuro. Al dire il vero non tanto roseo, ma questo è ciò di cui lei era convinta.
Poi prosegue. “Ma non si poteva risolvere solo con le “chiacchiere” (a parole), ci voleva ben altro!” dice in modo fermo e deciso.
La guardo e le chiedo: “Sei sicura?”.
“Certo che sono sicura!”.
“Per fortuna ho trovato un medico con “le palle”!”, conclude in maniera decisa che non lasciava spazio a repliche.
In quel momento ho avvertito quella sensazione che provo ogni volta che mi trovo di fronte ad una “chiusura totale” ad ogni informazione che possa contrapporsi a ciò che è già presente nella mente della persona.
Per farti capire, uso spesso associare questa situazione al parlare da solo davanti ad un muro. Le mie parole trovono solo una parete sulla quale rimbalzano.
Uscendo ho cercato nei miei ricordi, quelli relativi a questa ragazza.
Ho ritrovato il nostro primo ed unico incontro di 30 minuti.
Era stato un incontro di presentazione in cui le spiegavo il mio modus operandi.
Le ho parlato di risorse direttamente legate al problema.
Le ho parlato della propria identità .
Le ho parlato dell’apprendimento infantile dei proprio modelli mentali.
Le ho parlato dei genitori.
Le ho parlato del suo futuro.
Le ho parlato della sua responsabilità per la risoluzione del problema.
Di qualsiasi cosa le possa aver parlato ancora, lei ricordava solo di averle”predetto” l’entrata in uno stato depressivo.
Ora ne è uscita.
L”ho osservata e l’ho ascoltata anche oggi.
E la mia idea è rimasta quella di un anno fa.
Questa volta però, non le ho detto nulla.
Questa volta però, ho deciso di non intervenire.
Questa volta però, ho capito.
Non tutti sono disposti a mettersi in gioco, che non significa riconoscere di aver un problema.
Mettersi in gioco è un’azione che si trova ad un livello superiore.
Significa riconoscere la tua “responsabilità ” su come stai vivendo la tua vita.
Significa decidere ed agire, affrontando le proprie zone d’ombra, la paura che attanaglia le viscere, blocca lo stomaco, paralizza.
Significa impegnarsi per creare e vivere la vita che si desidera.
Significa essere trasparenti, smettendo di mentire e nascodere a se stessi e agli altri, i propri limiti perchè ogni patologia nasce da questa semplice ma fondamentale formula:
patologia=segreto+menzogna
e quando smetterai di mentire e mantenere chissà quale terribile segreto, la leggerezza che acquisterai di permetterà di volare così in alto che, da lassù, ogni cosa assumerà una prospettiva ed una importanza molto diversa.
E allora capirai perchè quando si sta veramente bene si dice “Mi sembra di volare”.

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