Normalità e Anormalità E’ Solo Una Convenzione

“Allora sono guarita.”

“Certo che no. La tua malattia non è questa. Nella dissertazione che sto scirvendo, e che presenterò all’Accademia delle Scienze della Slovenia, cerco di studiare il comportamente umano detto ‘normale’. Molti medici prima di me hanno compiuto studi analoghi, giungendo alla conclusione che la normalità è solo una questione di consenso. Ossia, se molta gente pensa che una cosa sia giusta, quella cosa lo diventa.


“Ci sono cose che vengono regolate dal buon senso umano: mettere i bottoni sul davanti della camicia è una questione di logica, visto che sarebbe alquanto difficile abbottonarli di lato, e pressocchè impossibile farlo se fossero sul didietro.

“Altre cose, però, si impongono a poco a poco, perchè un numero sempre maggiore di persone crede che debbano essere così. Ti farò due esempi: ti sei mai domandata perchè le lettere della tastiera di una macchina da scrivere siamo poste in quell’ordine?”

“No.”

“Bè, chiameremo questa tastiera QWERTY, visto che le lettere della prima riga sono disposte così. Io mi sono domandato il motivo di tale disposizione, e ho trovato la risposta: la prima macchina da scrivere fu inventata da Christopher Scholes nel 1873, con l’intenzione di migliorare la calligrafia. Tuttavia lo strumento presentava un problema: se la persona dattilografava molto velocemente, i tasti si urtavano e bloccavano la macchina. Scholes allora realizzò la tastiera QWERTY, una tastiera che obbligava i dattilografi a procedere lentamente.”

“Non ci credo.”

“E’ laverità. Poi la Remington – all’epoca produttrice di macchine per cucire – adottò la tastiera QWERTY per le sue prime macchine per scrivere: così altre persone furono costrette a imparare la nuova disposizione dei tasti; altre aziende presero a fabbricare quel tipo di tastiera, finchè divenne l’unico modello in commercio. Ricapitolando: la tastiera della macchine da scrivere e dei computer è stata concepita perchè si digitasse più lentamente, e non più rapidamente, capito? Prova a cambiare il posto delle lettere, e non troverai un solo acquirente per il prodotto.”

[...]

“Conosci Firenze?” domandò il dottor Igor.

“No.”

“Dovresti conoscerla, non è molto lontana dalla Slovenia. Bè, il mio secondo esempio si trova proprio lì. Nel duomo di Firenze c’è un orologio bellissimo, disegnato da Paolo Uccello nel 1443. Ora, questo orologio presenta una curiosità: pur indicando le ore come tutti gli altri, ha le lancette che procedono in sendo contrario a quello solito.”

“E questo che cosa c’entra con la mia malattia?”

“Adesso ci arrivo. Nel creare quell’orologio, Paolo Uccello non voleva essere originale: infatti, in quel periodo esistevano orologi con le lancette che giravano in senso normale – quello che sconosciamo oggi – e altri le cui sfere ruotavano al contrario. Per qualche motivo sconosciuto, forse perchè il duca aveva un orologio con le lancette che giravano nel senso che oggi consideriamo ‘giusto’, l’orologio di Paolo Uccello divenna un’aberrazione, una follia.”

Il dottor Igor fece una pausa. Sapeva che Mari stava seguendo il suo ragionamento.

“Bè, adesso veniamo alla tua malattia. Ogni essere umano è unico, con le proprie qualità, i propri istinti, le proprie forme di piacere, il proprio spirito d’avventura. Ma la società finisce per imporre una maniera collettiva di agire: nessuno si ferma mai a domandarsi perchè sia necessario comportarsi in quel modo. Ci si limita all’accettazione, come i dattilografi accettarono il fatto che QWERTY fosse la tastiera migliore. Nel corso della tua esistenza, hai mai conosciuto qualcuno che si sia domandato perchè le lancette dell’orologio si muovono in una direzione, e non in quell’opposta?”

“No.”

“Se qualcuno lo domandasse, probabilmente si sentirebbe rispondere: ‘Ma tu sei matto!’ Se insistesse nella domanda, dappprima le persone tenterebbero di trovare una ragione, poi cambierebbero argomento, perchè non può esistere alcun motivo oltre a quello che ti ho spiegato. Ora torno alla tua domanda. Ripetila.”

“Sono guarita?”

“No. Tu sei una persona diversa, che vuole essere uguale. E questo, dal mio punto di vista, è considerato una malattia grave.”

“E’ grave essere diversi?”

E’ grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. E’ grave voler essere uguali, perchè questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una solo foglia identica a un’altra. Ma tu ritieni che l’essere diverso sia una follia, e perciò hai scelto di vivere a Villette. Perchè qui, visto che tutti sono diversi, diventi uguale agli altri. Capito?”

Mari fece un cenno affermativo con il capo.

Ho estratto queste righe dal romanzo “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho perchè spiega molto bene il concetto di normalità.

Richard Bandler, il co-creatore della PNL, disse di tenere seminari su questa, allora, ‘nuova scienza’, perchè ci fossero sempre più persone che condividessero quello che lui aveva scoperto. Questo avrebbe evitato di essere considerato pazzo, visto che tante altre persone la pensavano come lui.

Un modo spiritoso per sottolineare, che la normalità è una convenzione. Ciò che era normale anni fa, oggi non lo è. Più una cosa è di ampia diffusione, ossia più persone condividono la stessa realtà, più quella cosa ha la possibilità, come di fatto accade, di diventare normale.

Non dovresti cercare di essere uguale a qualcuno, ma di essere te stesso. Di portare il tuo dono agli altri. Di migliorare il mondo portando qualcosa di tuo, portanto te stesso e tutta la tua ricchezza.

Come farlo? Conoscendo te stesso e il tuo “progetto di vita” .

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