Processo di Crescita verso la Ricchezza

GT

Voglio proporre il modello ampliato ed integrato da me, di Stephen R. Covey proposto nel suo libro “Le sette regole per avere successo”, che descrive il processo di crescita ed evoluzione della personalità, verso la propria ricchezza e realizzazione.

La Fase TU

Quando il bambino nasce, è totalmente dipendente dagli altri. Se non fosse per la figura di accudimento o attaccamento (Bowlby J.), di solito la madre, non sopravviverebbe un giorno. In questa fase è come un seme. Ha in se tutte le potenzialità ma non quella di auto-sostenersi. Ha bisogno di un TU che si prenda cura di lui e che, idealmente, lo aiuti a diventare ciò che è, riconoscendolo e sostenendo nella fase di crescita, che dovrebbe consistene nell’auto-esplorazione, auto-cnsapevolezza e loro espressione.

Nella realtà, le cose sono diverse. In questo percorso verso la conoscenza e l’espressione di se stesso, in bambino incontra numerose ferite (emotive) che lo deviano, generando una zona della sua psiche di violenza, rabbia, distruttività.

Purtroppo si accorge molto presto che non può far esprimere questo lato di sè perchè il TU, dal quale dipende, non lo consente. Da qui inzia una scissione in cui deve decidere se prestare attenzione a ciò che sente o a ciò che il TU, la persona che gli permette di sopravvivere, decide.

Inizia a vivere in uno stato di riferimento esterno, dando più valore agli altri che a se stesso. Il TU viene primo dell’IO. Questo garantisce che il processo di crescita continui comunque, anche se deviato dalla traiettoria rettilinea.

Questa fase del tutto “normale”, in una evoluzione sana dovrebbe essere superata. In realtà, molte persone rimangono in questo stato di dipendenza per tutta la vita. Passano la propria esistenza in un clima interiore di paura, insicurezza, dipendenza. Molto lontano dal significato di ricchezza.

Questo stato è quello chiamato “mancanza di autostima.”

Questo termine ha fatto nascere tutta una branca dello sviluppo della personalità, in cui viene insegnato a porre se stessi prima degli altri. Tentano cioè di spingere le persone alla fase successiva dello sviluppo, quello dell’autostima, dell’indipendenza.

La Fase IO

In questa seconda fase del processo di crescita, se avvenuta in modo naturale e spontaneo, comprendiamo il nostro valore. Mi riconosco e riconosco l’altra persona. Comprendo di vivere in una società in cui vigono delle regole e le rispetto. Sono disposto ad andare incontro all’altro, ma se questo lede la mia personalità, decido che IO sono più importante del TU quindi scelgo me stesso.

Questo è un pensiero dicotomico, per cui se  esiste un vicente, deve esistere un perdente.
Se IO ho ragione, TU hai torto.
Se faccio ciò che IO desidero, non faccio (posso fare) ciò che TU desideri.
Se penso a me stesso, non penso a te.

Per chi proviene dalla fase uno (la fase IO) dopo una vita di dipendenza e abnegazione, questa rappresenta una ventata di ossigeno.

La persona finalmente respira. Probabilmente avrà ancora qualche piccolo retaggio emotivo/psicologico (vedi senso di colpa) nel porre Se Stesso prima dell’Altro, ma gli indiscutibili vantaggi, fanno pendere il piatto della bilancia a favore di questa fase.

Troviamo allora persone che, dopo aver iniziato a dare importanza a se, passano da pecora a leone. Iniziano a trattare tutti (coloro che considera i suoi persecutori) in malo modo, in nome di una indipendenza ritrovata dopo anni di schiavitù.

All’apparenza sembra loro di aver fatto un enorme passo in avanti nella propria crescita interiore. Ora sono diventanti indipendenti.

Ben presto però, si ritrova isolata. Il suo desiderio di essere se stessa e prendersi cura di se, l’ha catapultata da un estremo (fase TU) all’altro (fase IO).

Il processo di crescita però ha ancora un altro aspetto.

La Fase NOI

Questo, secondo il modello di Covey, è il livello più alto di sviluppo. In questa fase, la persona comprendete che esiste un livello più altro, un livello di interDipendenza, in cui entrambi ottengono i risultati desiderati. Questo è il livello in cui si trova.

E’ quella relazione definita win-win, in cui entrambe le parti sono vicenti.

E’ una fase diversa da quella precedente. Qui non solo riconosciamo l’altro, ma ci relazioniamo con lui. Tendiamo a ricercare una “nuova situazione” (soluzione, stato) in cui entrambi possiamo soddisfare le nostre esigenze contemporaneamente.

Questo è diverso dal dire, “facciamo prima quello che va bene a te, e poi quello che va bene a me”. Questo modo di pensare fa parte della Fase IO con escursus nella Fase TU. Non è la soluzione win-win.
Qui alternativamente, c’è una persona che vince (ottine quello che desidera) ed una che perde (non lo ottiene). E’ una alternanza, un falso win-win. Questo purtroppo è anche la base di molte relazioni (matrimoni, fidanzamenti, amicizie). Qui siamo ancora lontani dalla vera ricchezza.

Nella Fase NOI invece, le parti esprimono le proprie esigenze, bisogni e desideri, così da trovare una soluzione che contempli la soddisfazione contemporanea di tutte le parti.

In Programmazione Neurolinguistica esiste una tecnica per ottenere questo. Si chiama Negoziazione e permette di accordare con successo due o più parti che, all’apparenza, sembrano perseguire obiettivi diversi.

A questi tre livelli, io ho aggiunto un terzo, quello trans-personale, quello che va oltre la propria persona.

La Fase ESSERE

In questa fase, in cui alcune persone riescono ad accedervi volontariamente e altri vi hanno avuto accesso involontariamente una o più volte, è costituti da un unico verbo: E’.

Qui, esistiamo al di la del pensiero, delle sensazioni. Al di la di tutto questo, esiste LO STATO di VITA assoluta.

Qui, la persona non percepisce unione con gli altri, come avviene nella fase precedente. Non prova amore per se o per gli altri, semplicemente perchè egli E’.
E’ tutto contemporaneamente quindi non esiste in lui un pensiero consapevole in quanto questo significherebbe dividere il pensiero da chi lo percepisce (dualità della realtà).

Questa fase è quella dell’unione di tutto, dell’Unità. Qualcuno lo chiamerebbe Dio, Tao, Nirvana.

Una descrizione, secondo me è molto precisa di questo stato è quella che i cinesi danno del Tao:

Il Tao che può essere detto
non è l’eterno Tao,
il nome che può essere nominato
non è l’eterno nome.
Senza nome è il principio
del Cielo e della Terra,
quando ha nome è la madre
delle diecimila creature.
Perciò
chi non ha mai desideri
ne contempla l’arcano,
chi sempre desidera
ne contempla il termine.
Quei due hanno la stessa estrazione
anche se diverso nome
ed insieme sono detti mistero,
mistero del mistero,
porta di tutti gli arcani.

Non esistono parole per riuscire a descrivere lo stato. Le parole fanno parte “della realtà” delle prime tre fasi.

“La Fase ESSERE” non può essere compresa da chi non l’ha sperimentata, e non può essere spiegata da chi l’ha vissuta.

Si può “immaginare” cosa possa essere, ma solamente quando la si è provata (anche una sola volta), tutto diventa chiaro e comprensibile.

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