Psicologia Evoluzionistica e la Varietà Comportamentale

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La dott.ssa Paola Bressan, ricercatrice dell’Università di Padova e amica di PsicoCafè, ha pubblicato uno studio molto interessante su Psychological Science per sondare le preferenze femminili in tema di uomini single versus uomini impegnati.

Le  partecipanti (208 donne, metà single, metà con partner) sono state divise sulla base di un ciclo mestruale standardizzato di 28 giorni in “gruppo ad alto rischio di concepimento” e “gruppo a basso rischio di concepimento”.

A tutte sono state fatte osservare delle fotografie di volti maschili presentate in sequenza random e accompagnate da una di quattro possibili etichette: “questa persona è single”, “questa persona è innamorata”, “questa persona ha una ragazza”, e “questa persona è sposata”.

Benché le foto fossero le medesime per tutte le partecipanti, sono state preparate quattro versioni diverse dell’album fotografico in cui alla stessa foto era associata una diversa delle quattro descrizioni.

Le istruzioni erano di immaginare di essere a una festa (con il loro partner se ne avevano uno) e di vedere l’uomo ritratto in ciascuna fotografia. Dovevano giudicarne l’attrattività su una scala da 0 a 10.

Gli uomini fotografati sono stati distinti in un gruppo “mascolino” e un gruppo “femmineo” sulla base delle valutazioni condotte in uno studio precedente con lo stesso materiale stimolo.

I risultati hanno rivelato che le donne con un partner sono più attratte da uomini impegnati piuttosto che single quando il rischio di concepimento è basso, ossia sono in una fase non fertile del loro periodo mestruale, ma questa preferenza è opposta quando sono fertili.

La preferenza per i single durante il periodo fertile si manifesta solo per uomini che appaiono più mascolini della media.

La preferenza per gli uomini impegnati è inoltre ridotta quando sono percepiti come sposati piuttosto che impegnati “temporaneamente”.

Le spiegazioni fornite dall’autrice a questi dati prendono le mosse da una prospettiva evoluzionistica.

Nella fase non fertile del loro ciclo, le donne con un partner valuterebbero istintivamente un uomo nuovo come potenziale nuovo partner. Gli uomini impegnati  dimostrano, per il fatto stesso di essere impegnati, di avere le qualità necessarie alla vita di coppia, mentre gli uomini single sono un’incognita.

Le priorità di una donna che si trova nella fase fertile del ciclo però cambiano: quest’uomo potrebbe darle un figlio forte e sano? Uomini mascolini e di bell’aspetto in questo caso appaiono più attraenti quando sono single, perché più disponibili come partner sessuali.

Insomma, durante l’ovulazione l’interesse per uomini sani e forti (il che si ritiene sia collegato alla quantità di testosterone e quindi all’aspetto mascolino) sostituisce temporaneamente l’interesse per uomini che mostrano qualità di partner con cui formare una famiglia.

Così Paola Bressan commenta per noi i risultati del suo studio, recensito su Nature News:  “Una delle implicazioni dei nostri risultati è che, nell’arena della ricerca del partner come in altre, le nostre preferenze si adattano alle circostanze ambientali, sia “interne” (la probabilità di concepire, il fatto di avere già un partner e via dicendo) che “esterne” (la disponibilità di potenziali compagni, l’importanza delle cure paterne per la sopravvivenza di un figlio nell’ambiente in cui si vive eccetera).

Tutti gli studi fatti finora convergono su un messaggio comune: i nostri comportamenti non sono fissi e inalterabili.

Si sono evoluti in modo da potersi adattare in modo flessibile al contesto. E’ ironico che la psicologia evoluzionistica venga talvolta accusata di determinismo genetico, cioè di negare gli effetti  dell’ambiente sul nostro comportamento!”

(da Psicocafè)

 

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